I medi sono il massimo

I medi sono il massimo è un libro che, calandoci nella musica che è una delle passioni dell’autore, ha molto del jazz anche se a volte sconfina nella ballata country. Ma è soprattutto un testo rock. Intriso nell’atmosfera senza tempo e piena di passione del rock and roll, come lo è quotidianamente Domenico Paris, l’uomo che lo ha scritto.

Gian Paolo Serino

(Absolutely Free Libri, Roma, 2020)

Dieci campioni, 120 anni di storia considerati e una categoria di peso, quella dei medi, che ancora oggi, nel mondo del pugilato ma anche nell’immaginario collettivo extra-sportivo, continua a essere sinonimo di grande tradizione e di personaggi fuori dalla norma. Esattamente come i protagonisti di questo libro, le cui vicende sul quadrato s’intrecciano spesso con una vita in perenne corsia di sorpasso, tra successi ed eccessi di ogni tipo, con un alone perenne di mito e tragedia ad accompagnarli nel corso della narrazione. Fuoriclasse che si raccontano in prima persona o che vengono raccontati da chi gli è stato vicino o, ancora, che vengono celebrati in un gioco di fiction – non fiction il cui intento non è solo quello di ricordare le biografie, le date e le cinture conquistate, ma di regalare una statura letteraria a uomini che, per il loro coraggio tra le dodici corde, ma soprattutto per la loro fame di emozioni e di nuovi traguardi, ben si sono prestati e continuano a prestarsi a quell’eroismo di carta in grado di scaldare i cuori e di far sognare milioni di persone in ogni angolo del mondo. Dentro ci troverete Fitzsimmons, Hagler, Greb, Hopkins, Cerdan, Monzon, Ketchel, Benvenuti, La Motta e ovviamente Sugar Ray Robinson.
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