Internazionali d’Italia 2015

Chi sarà il nuovo padrone degli Internazionali BNL 2015? Il main draw, come sempre, comprende i migliori giocatori al mondo, ma i veri favoriti, come l’anno passato, saranno ancora e soltanto loro: Novak Djokovic e Rafa Nadal. Nella finale 2014 fu il giocatore di Belgrado ad avere la meglio in 3 set (4-6, 6-3, 6-3), riuscendo così a pareggiare i conti con il rivale nell’ultimo atto del torneo romano, dove si sono scontrati in 4 occasioni (2009-2012 vittorie per Nadal, 2011-2014 per Djokovic).

In questa nuova edizione, tutto sembrerebbe fa pensare che, in un eventuale rivincita, sia ancora il giocatore serbo a poterla spuntare, tanto più che nell’ultimo scontro diretto sul rosso il numero uno ha sconfitto il maiorchino nella semifinale di Monte-Carlo con un perentorio doppio 6-3, prima di aggiudicarsi il torneo. Inoltre, nell’impressionante inizio di stagione del roccioso Nole, 17 vittorie di fila negli ultimi tre tornei e 4 titoli conquistati testimoniano uno stato di forma e di forza che ci rimanda alla mente l’incredibile serie di vittorie con la quale nel 2011 arrivò ad insidiare il record match vinti detenuto da John McEnroe.

Al di là dei numeri, comunque, quello che stupisce del Djokovic attuale è la straordinaria tenuta atletica e mentale che riesce a portare in campo: esempio lampante è proprio l’ultimo match in terra monegasca, nel quale ha schiantato un pur ottimo Berdych, che, nonostante le abbia provate tutte per tener viva la partita, nulla ha potuto contro la sua eccezionale forza da fondo campo. Il leader della classifica mondiale, dopo essersi aggiudicato il primo Grande Slam della stagione sul cemento di Melbourne ed aver dimostrato di essere l’uomo da battere, sembra finalmente pronto per centrare anche la sua prima vittoria sulla terra di Parigi, che gli consentirebbe, dopo due finali perse, di chiudere il ciclo dei quattro tornei principali del circuito. Ecco, anche in vista di questo obiettivo, il suo cammino a Roma sarà molto importante, visto che più di una volta chi ha trionfato al Foro Italico è riuscito poi a conquistare anche il Roland Garros.

E il suo rivale? Purtroppo per lui, Nadal non attraversa un gran periodo di forma, come dimostrano, oltre alla sconfitta nell’ultimo confronto diretto, anche le altre roboanti cadute in tornei sul rosso, come quelle con il nostro Fognini, che lo ha battuto prima in semifinale a Rio De Janeiro e poi, addirittura, anche a Barcellona, dove lo ha superato in due set eliminandolo al terzo turno. Eppure, se c’è qualcuno che sulla carta sembra avere anche solo una piccola possibilità di mettere in difficoltà e battere il Djokovic di oggi è lui, il “re” della terra rossa. Qui a Roma ha dato sempre spettacolo, conquistando l’alloro ben 7 volte, e sulla superficie, al di là dei black out di questo inizio stagione, può tornare ad essere il più forte se saprà recuperare la migliore condizione atletica e mentale. Di certo, sulle prestazioni a volte deludenti degli ultimi tempi, deve aver pesato non poco la lunga inattività dello scorso anno, che, tra l’altro, lo ha fatto precipitare in classifica generale, spingendolo fuori dal podio; però Nadal è un giocatore che ci ha abituati a recuperi prodigiosi e, nonostante nelle ultime stagioni abbia un po’ ceduto il passo al rivale, rimane il fatto che, nei confronti diretti, continua ad essere davanti al serbo: in 43 incontri, infatti, lo spagnolo ha avuto la meglio in 23 occasioni e sulla terra il bilancio è di 14-5 per lui. Insomma, la speranza è che possa ritrovare proprio a Roma il suo tennis migliore e dar vita ad un nuovo, appassionante capitolo di questa grande sfida (che, tra l’altro, è stato l’atto conclusivo di ben 6 finali dello Slam. Anche in questo caso, bilancio di perfetta parità).

Dietro Djokovic e Nadal, salvo sorprese clamorose, è difficile immaginare qualche altro protagonista di livello in grado di far suo questo Masters 1000: Roger Federer, per esempio, pur continuando ad occupare la seconda posizione in graduatoria mondiale e ad aver centrato a Istanbul l’undicesima vittoria sulla terra della sua carriera (ottantacinquesima in totale), un po’ per l’età, un po’ per la minore dimestichezza con la superficie che da sempre lo contraddistingue rispetto ai rivali, non sembrerebbe poter sperare nella vittoria finale. Al Foro, poi, è giunto all’ultimo atto in tre occasioni senza mai riuscire a far suo il torneo: nel lontano 2003, fu sconfitto in tre set dallo specialista Mantilla, nel 2006, al termine di 5 tiratissimi set, da Nadal e ancora nel 2013, strapazzato in due set dallo stesso spagnolo. Medesimo discorso anche per il numero tre del seeding mondiale Andy Murray, che ha colto pochi giorni fa a Monaco di Baviera la sua prima affermazione sulla superficie, sconfiggendo al tie break del terzo set Kohlschreiber, ma che non sembra in grado di poter arginare un rullo compressore come Djokovic. Altri nomi che potrebbero riservare qualche sorpresa sono Tomas Berdych e lo spagnolo David Ferrer.

 

 

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