Boosta, uno sguardo al futuro e un calcio (per beneficenza) al presente

Solita extended version dell’intervista uscita su “Metro” lunedì 9 maggio 2016.

Sarà uno dei protagonisti della Partita del cuore del 18 all’Olimpico (che vedrà impegnate la Nazionale Cantanti e la Cinema Stars per Telethon e Fondazione Bambino Gesù. Numero per le donazioni: 45502), Davide “Boosta” Dileo. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui a pochi giorni dal match.

Lei è un appassionato di calcio? e in che ruolo la vedremo in campo?

Assolutamente sì, sono un tifoso sfegatato del Torino fin da bambino e, come ogni italiano, sono innamorato di questo gioco e ho sognato per lungo tempo di diventare un calciatore. Mercoledì prossimo mi vedrete operare dalle parti del pacchetto arretrato. Bisognerà vedere dove vorrà collocarmi il mister, se sulla fascia di una difesa a quattro, come centrale di una difesa a tre o se lievemente avanzato in mediana. Quel che è certo che giocherò lì dietro.

I Subsonica stanno tornando con un nuovo tour estivo. Dopo? Dobbiamo aspettarci un nuovo lavoro in studio?

Non al momento. Quest’anno ricorre il ventennale della nostra fondazione e vorremmo godercelo con tutti coloro che ci hanno accompagnato e sostenuto in questo lungo viaggio. In compenso tra ottobre e gennaio prossimi dovrebbe uscire il mio nuovo album. Sto rifinendo gli ultimi dettagli, ma ormai è tutto pronto.

Crede comunque che ci sarà qualche cambiamento di sound rispetto al passato?

Chi può dirlo? Noi scriviamo i pezzi insieme, ma ognuno ha una propria sensibilità musicale. Quando sarà il momento, vedremo cosa succederà. Non partiamo mai con qualcosa di troppo preordinato quando dobbiamo comporre.

Che esperienza è stata per una band overground da anni come la vostra suonare in piccoli club come avete fatto nei primi mesi dell’anno?

Molto bella, un piacevole ritorno alle origini. Il mestiere del musicista è grandioso anche perché ti permette, in determinati momenti, di tornare indietro a rifare cose che non facevi da tempo e di cui avevi nostalgia. Suonare in venues ridotte è certamente una di queste, perché il contatto molto diretto con il tuo pubblico è in grado di instillare delle vibrazioni uniche

Tu sei un artista davvero a 360 gradi. Ci sono altri progetti extramusicali che vedranno la luce a breve?

Al momento, nessuno in fase avanzata. Ho cominciato a scrivere un nuovo libro ma ci vorrà tempo, sono piuttosto pigro. Mi piace, come sempre, produrre materiale non mio e credo che lo farò anche nei prossimi mesi e… ah, ma questo è comunque un progetto musicale, no? Beh, data la quantità di impegni, potrei anche dire che sto facendo e farò anche il calciatore, no (ride, ndr)?

C’è qualche artista o band che le piace particolarmente in Italia?

Molti, noi abbiamo sempre un bel movimento. In Italia, a partire dagli anni Novanta in poi, c’è sempre stata sperimentazione nel nostro Paese e tanti bei gruppi che sono venuti fuori. Tra i tanti che ascolto e apprezzo in questo momento, dico Cosmo, Diodato, I Cani e The Giornalisti.

 

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