Claudio Ranieri: “the King” cerca una nuova casa

È stato tra i protagonisti dell’ultima tappa di “Sport tra epica ed…etica” alla Sala Umberto. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Claudio Ranieri.

Mister, si dice che l’anno prossimo torneremo a vederla in Premier (Tottenham)?

Non che io sappia. Spero soltanto che arrivi qualche proposta stimolante per continuare a fare il lavoro che amo.

Se la richiamassero a Leicester, tornerebbe?

Sarebbe una cosa da ponderare, vedere quali sono i programmi, gli obiettivi. Comunque sì, lì sono stato molto bene.

Nel calcio dei club multi-milionari di oggi, ci sarà ancora una favola come quella che lei ha fatto vivere alla squadra inglese due anni fa?

Onestamente, penso sia molto difficile. Certo, mai dire mai, bisogna sempre pensare che, ogni tanto, Davide possa battere Golia. Però è anche vero che si debbono creare condizioni davvero particolari.

Adesso può dircelo: quanto è stato vicino a diventare il nuovo c.t. azzurro?

Zero, sono state voci fatte circolare dai media. Di vero non c’era proprio niente.

Ce la farà il calcio italiano ad uscire dal periodo di crisi che sta vivendo, secondo lei?

Certo! Capita a tutti una fase di stallo. Noi, al momento, direi che siamo competitivi ma ancora un po’ distanti dalle nazionali più forti. Però io credo che, da qualche parte, sia già nato il campione che ci riporterà in alto.

Guarderà i mondiali di Russia? Se le chiedessimo un pronostico?

Sì, li guarderò, anche se non mi sento di fare pronostici. Quello è un tipo di competizione dove i fattori che possono determinare una vittoria o una sconfitta sono troppi. Di sicuro conterà moltissimo avere dei giocatori in grado di liberare, in un arco di tempo così breve, tutto l’estro di cui sono capaci.

Seria A 2018-2019: ancora Juve?

I bianconeri sono un’eccellenza tecnica e organizzativa, ma ci sono alcuni club che si stanno avvicinando. Scommetto che vedremo un bel campionato.

Come vede la “sua” Roma?

Quest’anno ha fatto un campionato con un po’ di alti e bassi, ma ha espresso anche un calcio di grande qualità. E poi in Champions è stata straordinaria, al di là dell’eliminazione del Barcellona. Di Francesco è davvero un ottimo tecnico. Speriamo che nelle prossima stagione e in quelle a seguire ci siano innesti importanti in tutti i reparti, così potrà essere molto competitiva sia in Italia che in Europa. Io credo che tanto dipenderà anche dal progetto legato allo stadio di proprietà. Oggi, se si vuole migliorare il livello, è necessario avere a disposizione dei budget importanti e per poterseli permettere diventa fondamentale avere un impianto di proprietà. Staremo a vedere.

Parlava di Eusebio Di Francesco… Chi sono i colleghi che stima di più?

Non mi piace fare dei singoli nomi. Dico solo che mi piacciono quegli allenatori in grado di trasmettere entusiasmo e orgoglio nelle proprie squadre.

Qual è stata la sua più grande soddisfazione della sua carriera?

Ho vissuto tanti bei momenti, ma se dovessi sceglierne uno, non avrei nessun dubbio: quando la FIFA mi ha eletto miglior allenatore del mondo per la stagione 2016. Per uno che è partito dai dilettanti, mi sembra una gran bella soddisfazione!

C’è un’esperienza che vorrebbe fare prima di smettere? La Bundesliga, magari?

Per chi come me non sa stare senza rettangolo verde, la prossima è sempre la migliore. La Germania? Sì, mi piacerebbe. È un campionato pieno di giovani interessanti e con squadre molto organizzate.

 

 

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