Quarant’anni di risate con Andrea Roncato

Dal 24 al 27 sarà protagonista insieme allo storico compagno Gigi Sammarchi di “Ci do…Che ci do…Che ci do”, al Teatro Golden (via Taranto 36). Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Andrea Roncato.

Contento di tornare a dividere il palco di un teatro con Gigi?

Certo, anche se, contrariamente a quello che si pensa, in questi anni noi abbiamo continuato lavorare in coppia nelle piazze e nelle discoteche. Mai litigato con Gigi, mai! Inoltre va anche detto che in tanti anni spesi insieme nel mondo dello spettacolo abbiamo veramente fatto di tutto, dal cinema al teatro, dal cabaret alla televisione, dalle feste alla musica, che è sempre stata una nostra grande passione comune. Credo sia stato naturale dopo tutte le nostre esperienze allentare un po’ la presa, ma da qui ad immaginare una nostra presunta “separazione” ce ne passa. Noi siamo amici e lo saremo per sempre.

Sono passati 40 anni dai vostri esordi. Come è cambiata la comicità in questo lungo lasso di tempo?

Credo che oggi si punti di più sulle smorfie e le urla, mentre prima si rispettavano molto di più i tempi comici, la struttura. È per questo che gli sketch (mi viene da pensare a quelli di “Zelig” o “Colorado”) durano al massimo un paio di minuti, mentre prima erano molto più lunghi. Oggi sarebbe impensabile un certo tipo di comicità come quella che si faceva anni fa. È vero che l’obiettivo è e deve sempre rimanere lo stesso, far ridere, ma, tanto per dire, una coppia di geni come Cochi e Renato (che io considero il duo comico più innovativo degli ultimi 100 anni nel nostro Paese) non avrebbe potuto fare quello che ha fatto. Così come altre coppie storiche come, non so, Gaspare e Zuzzurro, Ric e Gian o Boldi e Teocoli (una coppia a cui la critica specializzata non ha riservato, a mio giudizio, la dovuta attenzione)

Voi avete introdotto nel mondo della commedia italiana, dominato dai romani, dai napoletani e dai milanesi, un nuovo personaggio: il bolognese. È stata dura?

Sì, è vero, prima del nostro avvento il personaggio del bolognese (dell’emiliano in genere, direi) e il suo dialetto erano confinati in una dimensione quasi solo bozzettistica. Anzi, a volerla dire proprio tutta, in bolognese, nei film o a teatro, parlavano solo le prostitute! Ho sempre trovato la cosa piuttosto strana, perché chi proviene dall’ombra delle Due Torri e dintorni ha sempre riscosso una grande simpatia in tutto lo stivale, forse per una specie di “appeal” naturale, non saprei come meglio definirlo. In ogni caso, io e Gigi non abbiamo dovuto faticare più di tanto ad imporci in questo senso, neanche nei primissimi anni. È stato tutto piuttosto naturale fin da quando siamo partiti come coppia nell’osteria di Francesco Guccini, che fu tra i primissimi a credere in noi e ad offrirci una ribalta.

Che spettacolo sarà il vostro?

Il distillato di otto lustri di carriera nel mondo dello spettacolo. Ci aiuteranno anche foto, filmati e qualche ospite a sorpresa. Sarà un’occasione unica per poter approcciare con quello che abbiamo fatto e divertirsi con noi.

Qual è l’habitat naturale di Gigi e Andrea?

Forse il cabaret e il teatro, anche se io, rispetto a lui, amo di più il cinema, un mondo nel quale ho avuto la possibilità di migliorare molto come attore, grazie anche a incontri fortunati con grandi professionisti come Gabriele Muccino e soprattutto Pupi Avati, un maestro che è in grado di tirar fuori il meglio da te con una naturalezza che lascia esterrefatti. Ritornando al discorso legato a me e Gigi come coppia, bisogna anche dire che noi, ad inizio anni Ottanta, abbiamo girato una serie di film commercialmente molto fortunati e che tutti ricordano, però poi siamo arrivati ad un punto in cui gli stimoli, come avevo già accennato, sono venuti meno. È per questo che poi ci siamo dedicati, insieme e singolarmente, più ad altre cose. Inoltre, un certo tipo di comicità che a quei tempi faceva ridere, oggi potrebbe essere giustamente ritenuta patetica. Quando uscirono film come “Acapulco, prima spiaggia a sinistra” o “L’allenatore nel pallone” avevamo trent’anni e fare certe cose ci stava. Oggi no, sarebbe davvero poca cosa. Come poca cosa sono stati molti remake di alcuni capolavori della comicità italiana di quel periodo. Senza entrare nello specifico, si può affermare che molti di questi rifacimenti o continuazioni sono anzi, come si dice dalle mie parti, delle “autentiche cagate”!

Insieme avete fatto davvero di tutto. C’è qualcosa esperienza, però, che crede vi sia mancata?

No, come Gigi e Andrea direi che abbiamo esplorato praticamente tutte le possibilità che il mondo dello spettacolo può offrire ad una coppia di comici. Per quanto mi riguarda, invece, un sogno nel cassetto ce l’ho: vorrei tanto dirigere un film. E credo che dopo questi lunghi quarant’anni di apprendistato in così tanti settori, ne sarei perfettamente capace. La cosa che mi affascina di più della regia è la possibilità di poter plasmare le situazioni e gli attori in un certo modo per creare un racconto, proprio come fa il grande Pupi Avati ogni volta che si mette al lavoro. Speriamo di riuscirci, un giorno.

Come ci diceva, lei è grande appassionato di musica (Andrea Roncato, tra l’altro, oltre ad una laurea in giurisprudenza, ha conseguito anche un diploma di solfeggio al Conservatorio, ndr). Che cosa ascolta nel 2017?

Beh, un’infinità di cose, come sempre. La musica è il mio primo grande amore, non saprei vivere senza. Mi piacciono molto i grandi classici del rock come i Pink Floyd, David Bowie o gli America. Ma apprezzo anche la buona musica italiana, i cantautori soprattutto, e il poeta Guccini, insieme a De André, su tutti. E poi sono un fan davvero sfegatato di Vasco Rossi, che ancora oggi, appena ne ho la possibilità, vado a vedere dal vivo.

Progetti per il futuro?

Diversi. Ho fatto un film con Jerry Calà, “Odissea nell’ospizio”, che uscirà a breve. Poi ho girato un episodio de Il bello delle donne  (ah, già che ci siamo mi piace ricordare che nella mia carriera ho preso parte ad oltre 480 episodi di varie fiction. Non pochi!) e ora sono sul set con la Giovanardi. E poi sarò nel cast del nuovo film di Pupi Avati “Il fulgore di Dony”, che sarà presto sul grande schermo.

 

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