Esilaranti come sempre, Lillo e Greg tornano con una commedia piena di azione e di sorprese, “Marchette in trincea”, dal 23 febbraio al 2 aprile al teatro Brancaccio. Ecco le impressioni di Pasquale “Lillo” Petrolo su questa nuova avventura.
L’opera nasce dalla riscrittura a quattro mani di una vecchia commedia di Greg: si tratta di uno stravolgimento totale?
No, abbiamo conservato l’impianto originale rinforzando la struttura narrativa e il rapporto in scena tra me e Greg.
Il meta-teatro sta diventando una specie di vocazione?
Trovo che sia un modo molto affascinante di affrontare il nostro lavoro, almeno per noi.
Le peripezie dei protagonisti rispecchiano la situazione in cui versa il teatro ai giorni nostri?
Sì, suggeriscono le difficoltà che affrontano quotidianamente gli addetti del settore, in particolar modo quelle economiche.
Qual è il messaggio di “Marchette in trincea”?
Evitare troppi compromessi se non si vuole deragliare dalle proprie aspirazioni.
Il vostro è un umorismo lontano dalla satira sociale. Scelta ideologica o solo un modo di esaltare le vostre peculiarità sceniche?
Noi siamo attitudinali. E poi, a parte quando affrontiamo il nonsense puro, tocchiamo sempre argomenti di carattere sociale. Soltanto che lo facciamo da un’angolazione diversa.
Lei sarà tra i protagonisti di Forever Young di Brizzi, a breve nelle sale. Che esperienza è stata?
Mi sono subito innamorato della sceneggiatura. È una commedia sulla paura di invecchiare che farà divertire tutti grazie al suo umorismo.
Come si diventa artisti a tutto tondo come lei e Greg?
La cosa più importante è avere qualcosa da dire. Poi il mezzo con cui esprimersi si trova e la tecnica si affina.
Tornerete a fare musica a breve? E, sempre a proposito di sette note, quali sono le sue, le vostre influenze musicali?
Il vero musicista del duo è Greg. Io ho composto qualche brano dei “Latte e i Suoi Derivati”, ma sono fondamentalmente un semplice strimpellatore di chitarra. Per quanto riguarda il discorso dell’influenze, almeno per quanto mi riguarda, posso dirle che il punto di riferimento è il blues. E mi interessa anche tutto ciò che ha scatenato l’evoluzione pop-rock
(Questa è l’extended version dell’intervista uscita sul Metro di oggi.
http://www.metronews.it/16/02/22/lillo-marchette-trincea-evitare-compromessi.html)








